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La vitamina K
rappresenta una delle vitamine definite "verde" in quanto è presente soprattutto tra i vegetali e convive con la clorofilla delle foglie verdi, infatti nelle foglie dove non c'è clorofilla non si ha traccia neanche della vitamina K.
La sua principale funzione è quella di produrre la protrombina che è l'elemento fondamentale per controllare le emoraggie. Questa vitamina favorisce la coagulazione del sangue, la veloce cicatrizzazione ed il controllo delle emorraggie di ogni genere.
Si trova soprattutto nei vegetali, in particolare nella verza, nei cavolfiori, spinaci, piselli, pomodori, nelle uova enel fegato di maiale.
Il bisogno dell'organismo viene anche coperto da una produzione endogena proveniente dalla flora batterica intestinale, anche se tale quantità non è sufficiente per coprire il fabbisogno quotidiano. Una parte della vitamina K immessa nell'organismo finisce nel fegato dove diventa riserva per eventuali ed improvvise esigenze.
La vitamina K manca ovviamente al neonato in quanto non ha ancora l'intestino formato al punto da fargli produrre una quantità adeguata di questa vitamina. Oltre a questo caso la vitamina K manca a chi si sottopone per un lungo periodo a cure antibiotiche, alle persone soggette a problemi di malassorbimento intestinale, a coloro che hanno gravi patologie epatiche e gastroenteriche.
In cento grammi dei seguenti alimenti troviamo:
1 ug di vitamina K nel latte intero
25 ug di vitamina K in un uovo
50 ug di K nel burro
5 ug di K nel formaggio tipo bel paese,nel parmiggiano, nella mozzarella, nella fontina,nella ricotta fresca, nel provolone
3 ug di vitamina K nel pane
3,8 ug di K nel riso, nella pasta, nella polenta e nel semolino
5,7 ug di K nella carne di agnello
6,7 ug di K nella carne di cavallo, nel petto di pollo
4,7 ug di vitamina K nella carne di coniglio
3,8 ug di k nella sogliola
3,3 ug di k nel sarago
10 ug di K nel tonno fresco
4 ug di vitamina k nella triglia
11 ug di vitamina K nell'olio sott'olio
6,4 ug di vitamina k nei funghi
108 ug di vitamina K negli spinaci
160 ug di vitamina K nella lattuga
33 ug di K nei broccoli e nei cavolfiori
7 ug di vitamina K nei piselli
4,6 ug di K nelle mele
4 ug di k nelle arancie e nelle patate
10 ug di K nelle carote
11 ug di vitamina K negli asparagi
18 ug di K nei pomodori
4 ug di K nelle bietole
34 ug di vitamina K nel cavolo
4 ug di K nel cetriolo
12 ug di vitamina K nelle fragole
50 ug di K nell'olio di oliva e nell'olio di mais
7,1 ug di K nella bresaola
7,3 ug di K nel prosciutto crudo
Il consiglio maggiormente diffuso è quello di introdurre con l'alimentazione circa due milligrammi al giorno di vitamina K, corrispondente a due etti di pomodori, ma in alcuni casi consigliano che sono sufficienti 0.2-0,3 milligrammi in considerazione della produzione derivante dalla flora batterica.